Antonelli nella storia: in Cina conquista la sua prima pole Antonelli nella storia: in Cina conquista la sua prima pole

Antonelli nella storia: in Cina conquista la sua prima pole

Andrea Kimi Antonelli (Pirelli F1 Media)

Andrea Kimi Antonelli riporta il tricolore davanti a tutti. Il bolognese è stato il più veloce nelle qualifice del Gran Premio della Cina, diventando a 19 anni, sei mesi e 17 giorni il più giovane poleman nella storia della Formula 1, battendo il precedente record d’età che apparteneva a Sebastian Vettel (la prima delle 57 pole ottenute nel corso della sua carriera il tedesco la conquistò a Monza nel 2008 con la Toro Rosso, quando aveva 21 anni già compiuti). L’ultimo pilota italiano a partire in pole prima di Antonelli era stato Giancarlo Fisichella, nel Gran Premio del Belgio del 2009, con la Force India.

A dire il vero, questa è la seconda pole in Formula 1 di Antonelli, dal momento che la prima per l’emiliano risale alla qualifica Sprint di Miami del 2025. Ma quella di Shanghai è la prima per un GP.

Antonelli questa pole se l’è guadagnata dopo un inizio di weekend non perfetto, che lo ha visto partire male nella Sprint Race di sabato e beccarsi poi anche una penalità di 10″ per il contatto avuto con la Red Bull di Isack Hadjar.

Advetisement

Pole meritatissima, anche se il suo compagno George Russell ha avuto un problema all’anteriore nella Q2 che lo ha portato a cambiare il musetto prima della terza sessione, condizionata da un problema elettrico alla power unit che gli ha consentito di completare negli ultimi minuti un solo giro lanciato.

Nella Q3 per Kimi è invece andato tutto liscio. Nessun errore e sempre al comando, con il primo tempo buono di 1’32″322 che alla fine ha migliorato facendo segnare 1’32″064. Dietro di lui lo stesso Russell, in ritardo di 0″222.

Dietro le due Ferrari, con Lewis Leclerc che si è meritato un bravo mettendosi questa volta dietro Charles Leclerc. A seguire le due McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris.

Ottavo (dietro la Alpine di Pierre Gasly) Max Verstappen, che ha fatto quello che poteva fare. Ancora bene Hadjar, nono con l’altra Red Bull e ancora una volta bravo a contenere il distacco dal quattro volte campione del mondo. Bravo anche Oliver Bearman, decimo “per i capelli” con la prima Haas.

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